La cometa C/2025 R3 Panstarss si avvicina sempre di più al Sole e aumenta la sua luminosità , purtroppo è molto bassa sull’orizzonte con una finestra osservativa breve .
La Galassia Girandola Meridionale (M83) nella costellazione dell’Idra possiede quasi tutte le caratteristiche che un astrofilo potrebbe desiderare. Questa splendida galassia a spirale barrata si estende per ben 14′ e, con una magnitudine di 7,5, si colloca tra le 10 galassie più brillanti del cielo
La nebulosa Rosetta è visibile in inverno e inizio primavera, e questa immagine è stata ripresa a inizio aprile 2026 in Ha con un rifrattore Askar FRA600 e camera ASI1600MM su AM5
I suoi nomi ufficiali sono M82 o Ngc 3034, ma è più nota come Galassia Sigaro, ed è uno dei più caratteristici oggetti celesti che costellano i cieli serali delle nostre latitudini.
I due protagonisti sono lontani milioni di anni luce fra di loro, ma perfettamente allineati nella nostra linea di vista nella Costellazione dell’Orsa Maggiore: la galassia a spirale barrata M108 attraversa il campo come una lama di polveri scure, ricca di nodi stellari e regioni di formazione stellare appena accennate. Accanto a lei, quasi in sospensione, brilla la nebulosa planetaria M97
IC 2944 è una regione H II della Via Lattea australe visibile nella costellazione del Centauro; la sua distanza è pari a circa 2000 parsec e fa parte del Braccio del Sagittario
M51, conosciuta anche come la Galassia Vortice, è una galassia a spirale situata a circa 23 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione dei Cani da Caccia. È famosa per la sua struttura a spirale ben definita e per la sua interazione con una galassia più piccola, NGC 5195
Il Velo Occidentale è identificato come NGC 6960 e la sua parte più brillante è spesso chiamata “Scopa della Strega” per la sua forma allungata e filamentosa. Si trova vicino alla brillante stella 52 Cygni.
Questa immagine ad alta risoluzione mostra una spettacolare sezione degli Appennini Lunari, la grande catena montuosa che forma il margine sud-orientale del Mare Imbrium, uno dei più vasti bacini d’impatto della Luna.
Questo è quello che succede quando si punta il Vixen R200SS per 5 ore sull’Orsa Maggiore e si decide di spremere i dati in PixInsight fino all’ultimo fotone.